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Vino Casavecchia

Gli anziani della gente contadina dicono che il Casavecchia sia il vino dell'Antica Trebula Baliniensis, per le sue origini remote per la sua miracolosa rinascita dovuta al rinvenimento di una vecchia pianta, protetta dal muro di cinta della vecchia masseria Ciesi, sopravvissuta alla epidemia oidica nella zona compresa tra Capua ed Alife, nei pressi dell'antica via Latina.

L'azienda Casavecchia nasce nel 1999, fondata da circa 40 piccoli viticoltori con lo scopo di promuovere e valorizzare l'omonimo vitigno autoctono, diffuso nel territorio dei comuni di Pontelatone, Formicola, Castel di Sasso e Liberi. Il vitigno Casavecchia è stato da poco riconosciuto e registrato nell'elenco dei vitigni autorizzati per l' I.G.T. Terre del Volturno.
L' Azienda lavora l' uva Casavecchia in purezza e propone il vino in due etichette, il Corte Rosa e il Vigna Prea.

 

C'è un dare e un rendere tra la natura 
e l'uomo e quando questa contabilità
viene rigorosamente osservata il frutto 
è straordinario,e Casavecchia è il prodotto della disciplina che la terra e quindi le vite impongono per esprimere la grande classe che un vino richiede.

La crescente affermazione registrata è il risultato della scelta orientata verso alti livelli qualitativi dovuti alle straordinarie caratteristiche varietali e l'ampia e armonica offerta sensoriale, con l' impressionante concentrazione, sprigionante note dolci e penetranti, ricche e mature al palato

 

Per maggiori informazioni :

CASAVECCHIA SOC. COOPERATIVA AGRICOOLA A.R.L.
Via Madonna delle Grazie, 28
81040 Pontelatone (Ce)

Tel./Fax  0823 - 659198   

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Castagne 

Le castagne tipiche della nostra zona le “Ufarelle”,costituiscono attualmente una delle voci attive dell’interscambio comunitario, in particolare con la Francia. 
La produzione è  presente tra Formicola e Pontelatone.
La selezione del castagno da frutto dalla specie selvatica si deve ai Romani, che di pari passo alle loro conquiste provvidero anche a diffonderlo sulle montagne di tutta la Penisola. Secolare pilastro dell'economia montana -per la quale rappresentava al contempo un'affidabile fonte alimentare, legname d'opera -questo maestoso albero ha conosciuto il declino solo con il recente esodo contadino verso le città.Privato delle necessarie cure, il castagno,che è pianta esigente,cede presto al ritorno del bosco spontaneo. 

Nei luoghi dove invece i montanari hanno continuato a controllare il sottobosco, a rinnovare le piante e a dar loro vigore con la potatura, il castagneto puro sussiste ancora in tutta la sua suggestione di antica cattedrale arborea.

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Ciliege 

Varietà imperiale.
L'alta consistenza le rende ottime per tutti gli impieghi.Maturano da fine maggio ai primi di luglio e vengono accuratamente selezionate con cernita manuale allo scopo di presentarle sul mercato nelle migliori condizioni di freschezza e gusto. Sono notevolissime le caratteristiche contenute nella ciliegia imperiale ed il consumatore ha imparato ad apprezzarle per cui il loro ruolo è in costante crescita. 

L’ottimo sapore di questi frutti è oggi particolarmente apprezzato anche 
all'estero, grazie alla bontà del prodotto 
ed alla celerità che contraddistingue il 
suo arrivo nei maggiori centri distributivi
 italiani ed europei

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Mele Annurche 

Definita la “regina delle mele”, soprattutto per la spiccata qualità organolettica dei suoi frutti, l'Annurca ha da sempre caratterizzato la melicoltura campana. Luogo di origine sarebbe l'agro puteolano, come si desume dal “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio (Como 23 d.C. - Stabia 79 d.C.). Proprio per la provenienza da Pozzuoli, sede degli Inferi, Plinio il Vecchio la chiama “Mala Orcula” in quanto prodotta intorno all'Orco (gli inferi). Anche Gian Battista della Porta (? 1535 - Napoli 1615) nel “Suae Villae Pomarium”, nel descrivere le mele che si producono a Pozzuoli riferisce come queste siano volgarmente dette orcole. Da qui i nomi anorcola e annorcola utilizzati successivamente, fino a giungere al 1876 quando il nome “Annurca” compare ufficialmente nel Manuale di Arboricoltura di G.A. Pasquale. 

L'Annurca è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e succosa, aromatica e profumata, di buone qualità gustative. Il frutto si presenta del tipico colore rosso con epidermide liscia, cerosa, mediamente rugginosa nella cavità peduncolare. Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano questa coltura è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti “melai”, un tempo coperti di strati di canapa detti “cannutoli” oggi sostituiti da altri materiali (aghi di pino, paglia, ecc.).

 

L' Annurca è coltivata in tutte le provincie campane anche se le aree più produttive e tradizionalmente legate alla sua produzione sono nel casertano: l' aversana, il maddalonese e la teanese.
Le qualità di questa mela, fino ad oggi apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, stanno progressivamente conquistando sempre maggiori spazi anche nei mercati dell'Italia centro - settentrionale.


L’Annurca si presenta come un concentrato di vitamine B1, B2, PP, C, unitamente ad elementi minerali quali fosforo, ferro, manganese, zolfo e soprattutto potassio. Ad essa sono attribuite azioni positive a carico dell’apparato muscolare e nervino, effetti antireumatici, diuretici e dissetanti, una certa azione ipocolesterolemica e antimicrobica intestinale.
Studi recenti hanno dimostrato, infatti, che la mela annurca è ricca di sostanze capaci di conferirle un elevato potere antiossidante. Per cui essa potrebbe avere un ruolo decisivo nella prevenzione del cancro. La ricchezza in fibra poi, la rende particolarmente adatta a ripulire le arterie dal colesterolo e quindi a prevenire le malattie cardiovascolari.

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Olio  

L'olivo è una pianta tipicamente mediterranea che caratterizza il paesaggio di tale regione geografica ed ancor oggi è presente nelle tradizioni e nella cultura della popolazione.
È una pianta con longevità ultrasecolare, ha foglie persistenti e comincia a fruttificare dopo un lungo periodo giovanile conservando per molti anni una buona produzione (45-50 anni).

A seconda della destinazione del prodotto (olio o mensa) le olive vengono raccolte a diversi stadi di maturazione.
Nel primo caso il momento ottimale di raccolta si ha quando l'accumulo dell'olio nella polpa è massimo ma non si è ancora arrivati alla naturale cascola dei frutti.

In tale stadio di maturazione, che viene raggiunto in novembre-dicembre, le olive presentano una buccia ed una polpa di colore nero rossastro. Le olive di mensa vengono raccolte ancora verdi o nere, ma con la polpa ancora soda, a seconda dei diversi sistemi di preparazione cui devono essere sottoposte.

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